Radio Fenice. Storia di un’emittente controcorrente. Ce la racconta il Direttore Luca Boniardi.

Non è facile raccontarsi, sopratutto perché non è di te che devi parlare, ma di un gruppo, di un sogno, di una follia. Poi lo spettro dell’auto celebrazione o del ricordo strappa lacrime sono sempre in agguato.

Tutto iniziò alla fine degli anni ottanta, quando un eretico mi disse, testuale: “Giancarlo è tornato, vai a Gallarate domani sera, al Magazine Club, e mettiti a disposizione”. Il progetto che condividemmo con semplicità ma con decisione  fu quello di raccontare un mondo differente. Sin da subito il problema che ci attanagliò era come comunicare ? Come raccontare i fatti ? In che modo ? Nacque così Carpe Diem, prima una fanzine, poi con il nostro sbarco sul web nel lontanissimo 1991, in un altra era geologica, un giornalino telematico. Ricordiamo ancora le nostre discussioni su se andare sul web o utilizzare le bbs. Prevalse, fortunatamente, la scelta del web. Via che il sito si sviluppava le esperienze di alcuni di noi; Radio University Lecco, Radio Sud Europa ci portarono inevitabilmente a domandarci come fosse possibile e come fosse realizzabile un’esperienza simile a livello digitale. Gli enormi costi di allora, la nostra sostanziale ignoranza informatica, i limiti delle connessioni allora disponibili ci dissero chiaramente che non era giunto il momento. Arrivò una pausa, di qualche anno. Problemi personali e vicissitudini processuali complesse ci costrinsero a mettere nel cassetto i sogni e le speranze di avventure digitali. Poi arrivò il sito fenice-europa.eu, e da lì ripartimmo con rinnovato entusiasmo e rinnovate speranza. La presenza all’interno di un esperto informatico professionale sicuramente è stato ed è fondamentale. Il gruppo umano variegato: ex ragazzi degli anni settanta del Fronte, ragazzi di Vertex Teatro, giovani eretici, vecchi ribelli del gruppo milanese “La Fenice” garantiva e garantisce vitalità coniugata sempre una vena guascona e, perché no, anarchica.

Nello sviluppo del sito entrammo in contatto con Kultura Europa, gruppo umano certamente dinamico ed ambizioso. Ci proposero la partecipazione alla realizzazione di una web radio, Radio 23 Settembre. Dopo un’infinita serie di prove tecniche, di tentativi, di inevitabili discussioni, finalmente venne alla luce  Radio 23 Settembre. Dopo alcuni mesi di entusiastico lavoro per motivi di differenti visioni editoriali, uscimmo dal progetto, mantenendo come è giusto, ottimi rapporti con i ragazzi di KE coloro che ci hanno spinto nella direzione della web radio. L’esperienza di Radio 23 settembre ci mostrava l’enorme potenzialità dello strumento, la sua sostenibilità, e la nostra capacità di utilizzarlo. Così il 23 Marzo 2021 uscimmo con la prima trasmissione, “Mito e poesia combattente. Sin qui la storia, ma cosa vogliamo fare ? Cosa vogliamo comunicare e perché lo vogliamo fare. Sembrano domande “esistenziali” ma sono in realtà semplicissime, profondamente insite in chi ha una visione del mondo differente. Una visione verticale ove Verità storica, Giustizia sociale, Spiritualità, superamento di capitalismo e comunismo sono connaturati con il nostro modo di vivere, con il nostro essere uomini europei di oggi. Proiettati nel futuro senza mai dimenticare il “porto” da cui siamo salpati e da cui molti, prima di noi, salparono.

La nostra visione della radio si poggia su alcune riflessioni condivise che hanno conseguentemente creato una linea editoriale. Non siamo dei tuttologi, vi sono argomenti che ci sono congeniali altri ove le nostre conoscenze sono limitate. Siamo profondamente convinti che la cultura, quella con la c maiuscola non debba essere appannaggio esclusivo di aule universitarie e di eruditi studiosi, ma al contrario deve diffondersi fra il popolo, per il popolo con un linguaggio leggero, comprensibile. Rendere la cultura disponibile e fruibile, di questi tempi, è un atto rivoluzionario, è un atto di profonda ribellione ad un mondo che ci vorrebbe ubbidienti schiavi. Dobbiamo riconoscere che quest’idea non è nuova: era il motore dell’acetilazione Francaise di Charles Maurras. Nel contempo pensiamo che il narrare di argomenti storici, attuali, di costume, di cultura sia un potente strumento se unito, incatenato, ad emozioni e onestà intellettuale. Provo a spiegarmi. In una delle nostre trasmissioni abbiamo parlato di utero in affitto. Dopo i tecnicismi per raccontare cos’è, abbiamo lasciato parlare le ragazze che partecipano alla radio, e ciascuna nel suo racconto ha messo la sua emotività, le sue sensibilità, il suo essere donna e madre. Tutto ciò che raccontiamo in radio ha finalità ben precise riconducibili ad un unico principio: stimolare gli ascoltatori a farsi delle domande, chiedersi il perché certi temi o non sono per nulla trattati o vengono trattati in modo propagandistico. Un altro tema guida è l’amore per il bello inteso in tutte le sue forme che siano poesie, teatro, castelli, chiese, albe, tramonti, la natura vera che rifugge dai parossismi verdi ( ci rifiutiamo di usare parole che appartengono ad altre lingue ). Parlare di castelli significa parlare della storia d’Europa, di cavalieri, di amor cortese, di lance e scudi trafitti, sangue e suolo. Correva l’anno 1977, sull’ingresso di Campo Hobbit campeggiavano due striscioni. Su primo “Gandalf è qui e lotta con noi” sul secondo “Potere della fantasia. Mutuato il nostro stacchetto che apre tutte le trasmissioni: “Dal fuoco il futuro per non dimenticare il passato.

Radio Fenice. Storia di un’emittente controcorrente. Ce la racconta il Direttore Luca Boniardi. – ‘Storia Verità’ (storiaverita.org)

Per ascoltare Radio Fenice: Home (fenice-europa.eu)

La Fenice: tanti significati.

La Fenice (dal greco antico Phoînix, poi latinizzato in Phoenix, phoenicis, ossia ‘rosso porpora’, spesso indicata anche come ‘araba fenice’ o ‘uccello di fuoco, è un volatile mitologico presente nelle memorie di diverse culture. Secondo le leggende, questo misterioso uccello sarebbe in grado di dominare il fuoco e di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte. Gli egizi furono i primi a parlare del cosiddetto ‘Bennu’, creatura che, successivamente, troviamo come Fenice nelle leggende greche. La Fenice viene rappresentata solitamente sormontata dalla corona ‘Atef’ o con l’emblema del disco solare. Contrariamente alle Fenici presenti in tutte le altre civiltà, quella egizia non era percepita come un rapace o un variopinto uccello tropicale, ma come un passero o un airone cenerino; esso non risorgeva dalle fiamme, cui era immune (come nel mito greco e successivi), bensì dalle acque.

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