Partigiani, le verità scomode. Di Fabio Bozzo.

Partigiani, guerra di liberazione, propaganda e vero peso militare della guerriglia antifascista ed antitedesca: perché l’ANPI non ha più senso d’esistere.

Parliamo di partigiani, o meglio…vediamo di smontare con pacatezza alcune delle principali menzogne che ci hanno raccontato per 70 anni su questo argomento.

Primo: di veri veterani partigiani ormai ce ne sono pochissimi, perché gli anni passano (chi aveva 18 anni nel ’45 oggi ne avrebbe 93).

Secondo: l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) per darsi una ragione d’esistere fa la tessera anche ai giovani, quindi chiunque voglia iscriversi può farlo, anche se nato nel 2000. Ultimamente ha preso l’abitudine di iscrivere anche gli immigrati. Quale collegamento ci sia tra la Seconda Guerra Mondiale e l’invasione che stiamo vivendo oggi è un altro rebus, che lasciamo volentieri ai “superiori” intelletti di sinistra terzomondista. In breve l’ANPI è diventata uno dei soliti circoli d’opinione in cui si spiega che bisogna votare a comunista o, in mancanza di meglio, per i partiti progressisti. Un’associazione come tante quindi (e per fortuna sempre meno).

Terzo: l’ANPI viene finanziata da soldi pubblici (cioè dalle nostre tasse), perché se no chiuderebbe. Con questi soldi organizza convegni in cui si dice che Matteo Salvini è razzista, che a destra devono essere tutti arrestati e che ovviamente bisogna comunisti perché ehi! Se no l’ANPI oggigiorno a cosa serve? Fin qui tutto fastidioso, ma nessuno s’era ancora infuriato. Ora viene fuori che fanno anche convegni in cui si negano le foibe (cosa che del resto il PCI, fin dai tempi di quell’assassino bugiardo che era Togliatti, ha sempre fatto). A questo punto la Lega di Salvini ha iniziato una reazione (parola a cui è stato dato un significato politico oscuro, ma che in certi casi ha un sapore di dolce giustizia).

Quarto: e qui faccio male. Militarmente parlando in Italia i partigiani furono solo un fastidio trascurabile per i tedeschi, se non fossero esistiti la guerra avrebbe avuto lo stesso identico decorso. L’Italia è stata liberata dagli eserciti angloamericani, non da 45.000/50.000 guerriglieri male armati. Avete letto i numeri? Sono quelli valutati dal comando supremo del generale Eisenhower nell’inverno 1944-’45. Però magicamente nell’ultimo mese di guerra i partigiani divennero 500.000: gli italiani a salire sul carro (e oggi sul Carroccio) del vincitore sono sempre stati maestri.

Quinto: l’ANPI è sempre stata talmente sfacciata col suo comunismo che già nel lontano 1948 ebbe una scissione, da cui nacque la Federazione italiana volontari della libertà, ovvero l’associazione degli ex partigiani non comunisti. Sì, perché ai bugiardi rossi fa malissimo ricordare che non tutta la resistenza fu rossa, ma vi erano anche liberali, monarchici e repubblicani delle varie tonalità di destra e della sinistra non bolscevica. In una cosa però i partigiani comunisti furono oggettivamente più abili dei concorrenti interni: sapendo che la guerra era vinta (non grazie a loro) si preoccuparono molto di sparare nella schiena alle altre fazioni. Se la guerra la stanno vincendo gli anglosassoni al posto nostro, tanto vale fare piazza pulita in casa e prepararci a conquistare il potere…

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