Adnan Oktar alias Harun Yahya: la fine un mito? Di Arianne Ghersi.

Lo scrittore Adnan Oktar.

Adnan Oktar è uno scrittore turco, sostenitore del creazionismo islamico, crede che l’ateismo sia razzista e massone e che le teorie di Darwin siano la causa del terrorismo.[1] Il suo pseudonimo è composto da Harun (Aronne) e Yahya (Giovanni) con il preciso intento di celebrare i profeti che si spesero per contrastare la miscredenza.[2]

La Royal Islamic Stategic Studies Centre, importante centro di ricerca giordano, lo ha incluso tra le cinquanta personalità musulmane più influenti al mondo, è considerato una persona capace di aver presa non solo in Turchia, ma più in generale su ampie fasce di popolazione musulmana sparse in tutto il pianeta. I suoi libri (oltre 300) e scritti vengono tradotti in 73 diverse lingue e diffusi in Africa, Asia, Europa e America. Alcune sue pubblicazioni sono apparse su alcuni dei più importanti giornali mondiali, tra cui Wall Street Journal, Washington Post, New York Times, Der Spiegel, Stern, Economist, Corriere della Sera e Le Monde. Nonostante la sua diffusione internazionale, però, Oktar si è allontanato raramente dalla sua residenza di Istanbul. In Turchia è stato in grado di incidere sull’azione del governo influenzando i processi politici e sociali che stanno progressivamente mutando l’assetto interno del Paese e l’influenza che questo ha nel mondo.[3]

Oktar, fin dalle sue prime dichiarazioni, è un personaggio discusso in quanto non si limita a condannare il terrorismo, ma sostiene che la ragione del fenomeno sia da ricondurre ad un contorto legame che connette darwinismo, marxismo, leninismo e stalinismo. Escludendo l’annoso esame di ogni singola teoria politica, il presunto nesso tra esse risulta sicuramente di difficile comprensione.

Il sito di Harun Yahya è ricco di immagini accattivanti accompagnate da brevi didascalie (principalmente in turco ed inglese) che, nel loro complesso, creano un semplice e chiaro decalogo delle posizioni assunte dal predicatore. Un’osservazione anche superficiale ci consente di osservare come la strategia comunicativa sia efficace, seppur breve ed esclamatoria.

Nella “dottrina” Oktariana non è contemplato il libero arbitrio in quanto Dio non lo permette, il passaggio dell’uomo sulla terra è finalizzato unicamente a conoscere il “male” affinché abbia gli strumenti per comprendere il “bello” che l’aldilà offre.

Per quanto concerne la pratica religiosa, il Corano è l’unico testo a cui far riferimento. La distinzione in scuole giuridiche che caratterizza il mondo islamico moderno è rigettata perché considerate una manipolazione postuma compiuta dall’uomo.

Il rapporto con le altre religioni non sembra rappresentare un ostacolo: la conversione all’Islam non deve essere fatta per costrizione e si auspica il rispetto dei valori sacri altrui. Ovviamente sussiste una sorta di “preferenza” verso chi professa una delle religioni del libro, però, il rispetto delle usanze altrui è dato dal fatto che, se costoro conoscessero davvero l’Islam oktariano, non avrebbero dubbi teologici e la conversione sarebbe un fatto assolutamente naturale.

Il sogno geopolitico neo ottomano.

Particolare interesse suscita la visione della politica internazionale: si presume che un manipolo di personalità, poste ai vertici di organizzazioni mondiali, siano spinte unicamente dalla bramosia del dominio sui popoli. In alcuni passaggi nel sito si accusa il governo inglese di essere responsabile della creazione e della gestione dell’apparato politico militare dell’Isis[4] e si chiamano in correità il Pakistan, la Giordania e l’India che sarebbero rei di non opporsi all’operato britannico con l’unico scopo di ottenere benefici[5].

Per quanto concerne il mondo scientifico, la teoria di Darwin viene giudicata sbagliata, lontana da ogni concezione di testo sacro. Molte sono le critiche mosse, ma la più vincolante dal punto di vista religioso è da ricondurre al fatto che Allah, nella sua opera perfetta, non avrebbe potuto concepire qualcosa di perfettibile.

La produzione letteraria di Adnan Oktar è ricca e variegata. La diffusione di depliant, opuscoli, slide e libri in svariate lingue ha reso possibile al movimento la notorietà oltre i confini anatolici.

In patria Adnan Oktar era un personaggio televisivo noto dato che “telepredicava” nella tv turca privata A9; questa sua attività era svolta attorniato da bellissime figure femminili che lui definiva “gattine”. Questa mediaticità gli ha indubbiamente consentito di essere facilmente riconoscibile e di veicolare il messaggio con regolarità ad un pubblico che apprezzava una dialettica religiosa facilmente fruibile.

Il fatto che il presidente turco e il predicatore si conoscano è indubbio e i loro rapporti sembrano risalire almeno al 1994, anno in cui Erdoğan si candidò alle elezioni comunali di Istanbul.

Oktar ha sempre espresso la convinzione secondo cui la religione sarebbe il collante ideale per l’intera società. Non ha mai svolto un ruolo politico pubblico attivo, ma un pizzico di malizia ci mette davanti all’evidenza che, alcuni suoi convincimenti, sono stati tramutati in leggi sotto l’amministrazione di Erdoğan. L’esempio più lampante di quanto asserito è il fatto che le teorie di Darwin non siano più oggetto di studio nei programmi di scienze negli istituti paragonabili ai nostri licei. Il vice-primo ministro Numan Kurtulmus motiva questa scelta esprimendo le proprie riserve sulla reale comprensione del fenomeno da parte degli studenti[6].

Le teorie creazioniste di Oktar e il conservatorismo islamico di Erdoğan hanno chiaramente una comune matrice. Si potrebbe compiere un azzardo e ipotizzare che i due “amici” abbiano intenzione di perseguire il medesimo scopo, avvalendosi di mezzi diversi, che consentano di raggiungere popolarità e sostegno in tutto il globo[7].

Lo stretto legame tra le due personalità non è mai stato né chiarito né celato. Indubbiamente, però, molte sono le immagini nel sito del predicatore, corredate da didascalie, che riportano frasi di sostegno verso il capo di stato. Un piccolo esempio è dato dall’assunto che sia normale per uno stato avere un’ideologia e che essa si concretizzi nel desiderio dell’istituzione di una “Mela Rossa” (Red Apple), cioè l’Unione Islamica Turca.[8] Le doti del presidente, invece, sono chiaramente esplicitate: è rappresentato come un capo carismatico capace di affrontare senza indugi le insidie poste dallo stato profondo britannico (“british deep state”) e che ostacolano la creazione dell’Unione Islamica[9]. Erdoğan è descritto come un uomo modesto che si trova a dover far fronte a svariati complotti orditi contro di lui, ma la benevolenza di Dio e il sostegno del popolo turco gli hanno donato successo[10]. Un’ultima immagine degna di nota, fornita dalla mia fonte in lingua inglese e non diffusa sul web[11] cita testualmente “They try to lay seige to Turkey because Mr. Erdoğan does not submit to the British deep state. We will not leave him alone in his struggle”(“Cercano si assediare la Turchia perché Erdoğan non si sottomette allo stato profondo britannico. Non lo lasceremo solo nella sua lotta”).

Quanto descritto dimostra la ferma convinzione di Adnan Oktar circa l’esistenza di un potere occulto, quasi definibile come una loggia massonica pericolosa, che intende dirigere le sorti del mondo. La mia fonte esprime la convinzione che i vertici della monarchia britannica, in particolar modo la defunta Regina Elisabetta, siano a capo di tale congregazione di potenti, disseminati in tutto il pianeta che, per mezzo del loro prestigio e con scopi personali, dirigano le dinamiche internazionali. Nel tentativo di capire perché tale accusa fosse mossa, la risposta ottenuta è stata la celebre citazione di Tomasi di Lampedusa: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.

Nella più comune immagine si tende a pensare che i predicatori abbiano sempre una vita dimessa, quasi a voler replicare all’infinito l’idea di una grotta dimenticata in cui personalità note cercano rifugio dalle insidie e dalle taglie poste sulle loro teste. La realtà di Harun Yahya si slega totalmente da questa visione e ci consegna fotografie in residenze da favola, circondato da donne bellissime, molto truccate e vestite con abiti succinti. Questa differenza ha sicuramente attirato la curiosità mediatica e, conseguentemente, numerose critiche: è apprezzato dal mondo del web che la donna possa esprimere la propria fisicità al meglio, ma l’eccessiva ostentazione, le pose sensuali e i visi così ornati da sembrare “finti” hanno forse ottenuto il risultato opposto rispetto a quello auspicato.

Adnan Oktar è stato arrestato nel 2018 e condannato a 8658 anni di carcere nel 2022. Nel processo sono stati coinvolti 215 imputati, dei quali 72 condannati. Le motivazioni della sentenza di condanna hanno classificato la sua organizzazione come una “setta” armata con finalità malavitose. Si fa chiaro riferimento anche ad altre fattispecie criminose: spionaggio (militare e politico), riciclaggio di denaro, violazione del diritto d’istruzione, riduzione in schiavitù, tortura e violazione della privacy. Lo spropositato numero di anni di detenzione è dato dal fatto che Oktar sia ritenuto responsabile di quanto commesso da coloro chiamati in correità essendo egli stesso il capo dell’organizzazione.[12]

La fonte, espressasi precedentemente alla sentenza, sosteneva che Erdoğan avesse in realtà protetto Oktar inserendolo nel mondo carcerario: il predicatore ha indubbiamente sostenuto teorie scomode nei confronti di importanti figure istituzionali mondiali e ha sicuramente attirato le “antipatie” di molte correnti del mondo islamico. Ragion per cui, la fonte e molti altri sostenitori, ritengono che la loro guida non sia in verità detenuta in una squallida cella di un remoto istituto penitenziario turco, ma che sia accolto e protetto dal capo di stato in qualche realtà a noi sconosciuta per motivi di sicurezza.

Nota dell’Autore: Alcune informazioni riportate nel testo sono frutto di interviste telefoniche svoltesi in lingua italiana ad un sostenitore di Adnan Oktar che si impegna a diffondere quanto professato da colui che ritiene un capo spirituale. La fonte ha richiesto il totale anonimato.


[1] Cfr. https://www.agoravox.it/Harun-Yahya-e-il-creazionismo.html.

[2] https://harunyahya.it/bilgi/adnan-oktar-kimdir.

[3] Cit. https://www.reset.it/reset-doc/dentro-turchia-erdogan.

[4] Cfr. https://britishdeepstate.com/deas-ingiliz-derin-devletinin-yonlendirdigi-teror-orgutlerinden-biridir/.

[5] Cfr. https://www.harunyahya.com/bilgi/quotes/12326-the-british-deep-state-particularly-searches-for-and-finds-people-with?view=desktop.

[6] Cfr. https://www.reset.it/reset-doc/dentro-turchia-erdogan.

[7] Cfr. https://www.reset.it/reset-doc/dentro-turchia-erdogan.

[8] https://in.pinterest.com/pin/653584964645319121/.

[9] Cfr. https://harun-yahya.net/bilgi/quotes/20414-president-erdogan-is-a-brave-leader-who-is-able-to-stand-against-british-deep.

[10] Cfr. https://harun-yahya.net/bilgi/quotes/17275-mr-erdogan-is-a-modest-man-in-the-face-of-thousands-of-plots-hatched-against.

[11] Non conosco il turco, non mi è possibile visionare il materiale in lingua originale. Ragion per cui l’irreperibilità del materiale si riferisce unicamente all’inglese.

[12] Cfr. https://notizie.virgilio.it/il-telepredicatore-turco-adnan-oktar-condannato-a-8658-anni-per-abusi-sessuali-spionaggio-e-molto-altro-1548728

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