Recensioni & prefazioni di testi

Recensione del Prof. Marco Cimmino.

Nel libro di Alberto Rosselli, giornalista e storico genovese, “Il Movimento Panturanico e la Grande Turchia, tra mito, storia e attualità” (Edizioni Settimo Sigillo, Roma), come d’altra parte negli altri due precedenti (“Sulla Turchia e l’Europa” e “L’olocausto Armeno”) facenti parte del trittico ‘turcomanno’, non c’è spazio per il pettegolezzo protocollare, tanto caro a certa storiografia d’accatto. Alberto Rosselli scrive infatti di storia perché l’anima dello storico ce l’ha dentro; ed è in lui impellente il bisogno di chiarezza, sua in primis e, per conseguenza, dei lettori. “Il Movimento Panturanico e la Grande Turchia, tra mito, storia e attualità” è infatti un libro – come sempre parlando di quelli rosselliani – di grande nitore e completezza. Trattasi di un testo essenziale, di quelli che, una volta letti, viene da dire: strano non averci mai fatto caso. Esso scende, per così dire, alle radici di quel vasto fenomeno etnico, politico ed economico, che sta pervadendo i nostri tempi, e che, purtroppo, ci ha preso un po’ alla sprovvista, cioè il ‘fenomeno’ dell’Asia di Mezzo. Questa immensa regione, troppo lontana per avere avuto accesso all’interno delle ellittiche orbite mediterranee, ma anche troppo vicina per profumare d’Oriente salgariano. Questa realtà geografica, storica e culturale che ai nostri giorni si è trasformata in un enigma politico dei più pressanti, coinvolgendo e condizionando gli interessi espansionistici di Russia, Cina, Stati Uniti e Turchia. L’Asia Centrale, questo variegato mondo turcofono che ci rammenta la “Via
della seta”, abitato da gente orgogliosa della propria identità, capace di raffinatezze elaboratissime ma anche di crudeltà primitive, è la materia di una dottrina e di un’ideologia, il Panturanismo, che, con il Panturchismo, rappresentò – e pare stia tornando a rappresentare – il sogno revanchista del vasto e transnazionale ‘popolo turanico’. Turchia, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Turkmenistan sono i paesi che fanno parte di questo immenso contenitore etnico-linguistico destinato, sembra, a giocare un nuovo importante ruolo strategico, soprattutto economico e militare. Con questa sua ultima ardua opera, Alberto Rosselli ha dunque voluto indagare questa ampia, ma assai poco conosciuta area del mondo, legata da un filo sottile, ma robusto ed antico, ad Ankara. E ne ha tratto uno saggio storico e geopolitico che propende, tuttavia, anche verso l’analisi antropologica e filosofica. Esso permette infatti al lettore di comprendere le complesse radici e il significato profondo del ‘nazionalismo’ turco e le mai interrotte connessioni religiose, culturali e linguistiche esistenti tra il popolo anatolico e le genti dell’’Asia di mezzo’.