Brevi considerazioni. ‘Il senso religioso’. Di Federico Gatti

Iconografia della Trascendenza.

” Il senso religioso si esprime in tutte le epoche, ma sul piano spirituale non tutti i secoli si equivalgono. Il grado di saggezza e di santità è senza dubbio lo stesso. Ma diverso è il numero di coloro che ne sono partecipi. Il sentimento religioso rischia sempre di fuorviarsi: invece di manifestarsi nell’armonia e nella misura, esso si presenta allora sotto forme disordinate. Privo di qualità, non invoca la divinità, ma la rifiuta”. (tratto da “Il simbolismo medievale” Ed.Mediterranee). Nell’età oscura in cui stiamo vivendo sono di vitale importanza i simboli, sia come incarnazione estetica della Tradizione primordiale, che come anello di congiunzione fra il Sacro (ciò che è ontologicamente separato) e il profano ( ciò che sta fuori dal recinto sacro). Rappresentano il contatto fra macro e microcosmo, espressione del divino in quanto soprannaturale, trascendente. Svolgono una funzione “segnaletica” indicandoci esotericamente il sentiero da seguire nella notte di questi tempi bui. Tempi in cui sentimentalismo e istinto si pongono in contrapposizione al materialismo dominante collocandosi però in una posizione subalterna rispetto alla ragione, allontanandosi di fatto dal contatto con il divino.  “Dal momento in cui si incominciò a negare o a ignorare ogni conoscenza puramente intellettuale” – come afferma Guenon in Simboli della scienza sacra – “si doveva logicamente sfociare, da un lato, nel positivismo, nell’agnosticismo e in tutte le aberrazioni scientiste, e, dall’altro, in tutte le teorie contemporanee che, non soddisfatte di ciò che può dare la ragione, cercano qualcos’altro, ma lo cercano dalla parte del sentimento e dell’istinto, vale a dire al di sotto della ragione…la nozione di verità, dopo essere stata abbassata oramai a una semplice rappresentazione della realtà sensibile, è infine identificata dal pragmatismo con l’utilità, il che equivale alla sua soppressione pura e semplice(…)”. I simboli ci ricordano inoltre la natura gerarchica nell’ambito della struttura sociale dell’uomo e, conseguentemente, anti egualitaria; solo un numero infinitamente limitato di uomini hanno infatti la capacità di leggerli e interpretarli comprendendo e godendo della loro azione salvifica. A fronte di queste considerazioni è palese l’idiosincrasia del simbolismo con il mondo moderno nelle sue declinazioni demo liberali. Simbolismo destrutturato e amputato della sua tensione verticale a beneficio di scopi commerciali generanti consumatori devoti alle iconografie multinazionali

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