‘Storia Verità’: il perché di una testata seria, ma ‘politicamente scorretta’. Di Alberto Rosselli

Cover n.13

Sono passati tanti anni da quando, per la prima volta – già in funzione di Direttore responsabile – ‘presentai’ ai Lettori questa testata. Da allora molte cose sono cambiate, ma il quadro politico, caotico e spesso incomprensibile, del nostro Paese, ormai precipitato in una crisi morale, culturale ed economica senza precedenti, appare immutato, anzi aggravato, anche grazie al perdurante dominio dei Poteri forti della finanza globalizzatrice, alle folli scelte della UE in materia di immigrazione terzomondista e al trionfo quasi incontrastato di Pensiero unico relativista che, attraverso una politica che mira alla disgregazione culturale e religiosa di un continente, sta riducendo il Vecchio Continente (e l’Italia) in un dantesco ‘contenitore’ polimorfe Tenere in piedi una testata come Storia Verità, cioè una rivista di area, ma indipendente e ‘politicamente scorretta’ (ma nel senso più sano del termine), e che quindi non gode della protezione di alcun santo o di alcun demone, ha quasi del miracoloso. Ma, a questo proposito, ci domandiamo talvolta – siamo tutti esseri umani – fino a che punto questo ‘miracolo’ possa ripetersi nei mesi a seguire. La asperrima crisi economica incide, infatti, non soltanto sulle tasche, ma anche sul morale di eventuali sponsor, restii all’idea di sostenere una delle poche ‘voci libere’ del panorama editoriale nazionale di settore. Andare avanti diventa, dunque, arduo, anche se, detto questo, chi vi parla – anzi, vi scrive – rimane fermamente deciso a non abbandonare la partita, ma al contrario, a rilanciare, con maggiore e necessaria determinazione: quella forza che, grazie al Cielo, è stata corroborata e confortata in questi anni dalla simpatia e dalla fedeltà dei nostri valorosi lettori. Grazie alla solidarietà e al coraggio di questi ultimi, e nonostante molteplici, pesanti vicissitudini, Storia Verità è riuscita, infatti, ad emergere e ad affermarsi e qualificarsi come punto di riferimento onesto e sicuro per chi ama la Storia, e soprattutto la Verità ‘storica’: scopo ultimo, professionale e morale, che continueremo a perseguire ad ogni costo. Fatta questa premessa, contrariamente alla prassi corrente, rinunciamo alla consueta ‘illustrazione’ dei contenuti di questo numero, in quanto riteniamo più opportuno – alla luce delle grandi sfide che ci attendono – soffermarci brevemente (come facemmo in occasione dell’uscita del primo numero) sul significato e sugli obiettivi culturali che la nostra testata vanta e persegue. Storia Verità nacque per colmare un vuoto e per combattere, con gli strumenti dell’intelletto e in virtù dell’amore per la libertà di espressione, la presunta (diciamo ‘presunta’ in quanto non reale) ‘egemonia culturale’ della Sinistra nel settore della storiografia, soprattutto quella riguardante l’epoca delle grandi ideologie, cioè il Novecento. Una ‘presunta egemonia’ che si è potuta imporre nell’immaginario collettivo del popolo italiano solo e soltanto grazie all’appoggio sistematico di soggetti politici e finanziari ben radicati nei centri di potere e nella finanza. Per decenni, la Sinistra istituzionale ha infatti lavorato con lo scopo, per altro brillantemente conseguito, di creare una sorta di conformista monopolio della storiografia e del sapere in genere, negando nel contempo dignità culturale non soltanto ai ricercatori ‘tradizionalisti’, ma a tutti coloro i quali non condividevano determinati principi. In buona sostanza – grazie anche al completo, colpevole e sciocco disinteresse manifestato, anche in questi ultimi anni di bipolarismo, dai partiti di Centro-Destra – la Sinistra ha avuto buon gioco nel negare a più soggetti l’opportunità di esprimere liberamente e con cognizione di causa opinioni circa la storia intesa come genesi non del tutto casuale della specie umana. Non solo, recentemente, certa Sinistra si è presa pure il lusso di esercitare una sorta di blanda e incompleta ‘revisione’ dei fatti relativi al secolo scorso, vedi ad esempio le foibe e gli eventi del ‘triangolo rosso’ emiliano: storie e temi in realtà da decenni a noi noti, ma sconosciuti al grande pubblico, tentando di darsi un’immagine più liberale ed aperta, ma agendo in realtà con il preciso scopo di addomesticare, attraverso un’accorta, misurata, ma molto disinvolta tecnica della ‘parziale ammissione’ (cioè storicamente contingentata) di realtà orrende che, se analizzate con radicale onestà intellettuale e politica, avrebbero smascherato una volta per tutte l’inconsistenza scientifica e la sostanziale falsità ideologica insite nell’indagine storiografica marxista o post marxista. Detto questo riteniamo che Storia Verità (che, fortunatamente, si avvale di uno staff di Collaboratori di sicuro spessore culturale e morale) possa – nel suo piccolo – contribuire a ribaltare questo criterio o prassi di indagine mistificatorio, malato, oltre che inadeguato, dando spazio alla rivisitazione obiettiva, e quindi non conformista, di eventi che hanno determinato, nel bene e nel male, quei cambiamenti epocali ai quali stiamo assistendo e dei quali, purtroppo, molti italiani non sono ancora in grado di darsi una spiegazione logica: impossibilità determinata, come si è accennato, da decenni di disinformazione. Il tutto per offrire al lettore non certo soluzioni definitive, bensì un’opportunità di scelta e soprattutto strumenti che lo possano aiutare a decrittare il presente attraverso un’onesta e corretta comprensione del passato. Il tutto, nella convinzione che il vero impegno culturale non possa limitarsi all’isolamento e all’autocompiacimento onanistico di tipo elitario (antica quanto grave patologia che affligge il mondo erudito, o sedicente tale, ‘italiota’), ma alla corretta e sempre più ampia divulgazione e, nel nostro caso, alla rivalutazione di un patrimonio culturale immanente, quello della Tradizione (cioè l’insieme dei miti e delle credenze ‘naturali’ basate sull’azione sui quali l’Occidente ha creato le sue fortune: anello di congiunzione tra culto del sacro e ragione) che tanto scherno, ma anche tanta paura suscita nei politici, negli storiografi e nei filosofi di Sinistra così ciecamente impegnati nella loro speculativa e spregiudicata azione pedagogica di massa, al punto da dimenticare il vero, autentico ed immutabile ‘comune sentire’ dei popoli e delle nazioni. Auguriamo a tutti voi una buona lettura.

Alberto Rosselli

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