‘Storia Verità’ riconosce il genocidio armeno. Sul numero di Marzo-Aprile 2012, Focus sul ‘Medz Yeghern’

Bambini armeni in orfanotrofio ad Aleppo


In passato, fin dal tempo dei romani, fra gli Armeni e l’Italia vi sono stati numerosi rapporti spesso di guerre ma non solo, infatti ricordiamo che Nerone invitò il Re Tiridate I a recarsi a Roma nel 66 d.C. per incoronarlo solennemente nel Foro.

In un passato più recente vi sono stati rapporti culturali e commerciali con Venezia, Livorno, Taranto, Bari, Roma e dove ancora oggi si possono trovare interessanti testimonianze di presenze armene; ricordiamo fra queste le Chiese di: S. Andrea de Armenis a Taranto, S. Georgius de Armenis a Bari, S. Gregorio Illuminatore a Livorno ed il famosissimo S. Gregorio degli Armeni a Napoli. Infine S. Maria Egiziaca (Tempio della Fortuna Virile) tornata al comune di Roma e S. Biagio della Pagnotta in via Giulia(Roma), dove a tutt’oggi si celebrano messe in rito armeno.

Dalla fine del XIX sec e all’inizio del XX i rapporti sono diventati soprattutto culturali. Basti citare la Scuola di Moorat Raphael tenuta dai Padri Mekhitaristi dove poeti e scrittori armeni vengono a conoscenza dei sommi autori italiani e ne subiscono una certa impronta; ricordiamo: Bechigtasclian, Varujan, Terzian, Agemian, Dedurian…

Negli anni 20, i rapporti hanno preso una nuova piega, venendo a crearsi la diaspora di profughi e di superstiti, a causa del genocidio del 1915, e quindi numerosi armeni si insediarono in diverse città d’Italia.

In quegli anni il poeta Hrand Nazariantz fondò il Villaggio Nor Arax presso Bari dove più di cento connazionali, ammassati in baracche, fecero rinascere l’arte della confezione dei celebri tappeti armeni. 

Sempre negli anni ’20 notevole fu l’esodo di 400 orfane che le Suore Armene dell’Immacolata Concezione riuscirono a salvare ed accogliere con l’ aiuto dell’allora regnante Pontefice Pio XI che dispose che queste bambine venissero ospitate nel Palazzo Pontificio di Castelgandolfo dove rimasero fino al settembre del ’23 e in seguito trasferite a Torino.

Attualmente la diaspora Armena in Italia è composta da poche migliaia di persone impegnate nei vari campi e raggruppati in diverse località, tra le quali spiccano Venezia, Padova, Milano e Roma.

A Venezia, nel 1512 fu stampato il primo libro in armeno. l’Isola di S. Lazzaro dei Padri Mekhitaristi, con la ricchissima biblioteca, la tipografia ed il museo, dal 1717 svolge un ruolo importantissimo per il mantenimento e la diffusione della cultura armena.

A Milano la Chiesa dei SS. Quaranta Martiri e la Casa Armena raccolgono una numerosa comunità armena, dove sono nate alcune associazioni tra armeni.

A Padova, seppur in passato c’è stata una grande affluenza armena, attualmente la comunità è formata da alcune famiglie.

La presenza armena a Roma:

Il Pontificio Collegio Armeno donato da Papa leone XIII agli armeni per la preparazione e la formazione dei futuri sacerdoti. Nell’arco degli anni è stato ed è un punto di riferimento per gli armeni di Roma.

La Chiesa di S. Nicola da Tolentino
è adiacente al Collegio- funge da “culla” per migliaia di armeni di passaggio nella città eterna.

La Congregazione delle Suore Armene dell’Immacolata Concezione casa generalizia e seminario.

La Chiesa di S. Biagio della Pagnotta

La Radio Vaticana – Sezione Armena

L’ Ambasciata Armena – 00187 Via XX Settembre 98/E  – Tel. 063296638. www.ambasciataarmena.it info@ambasciataarmena.it

La Comunità Armena di Roma

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