Le operazioni aeronavali nel Mar Ligure 1940-1945 (recensione)

Le operazioni aeronavali nel Mar Ligure 1940-1945

 

Negli scaffali degli studiosi che conservano la splendida e tragica memoria del Novecento italiano, non possono mancare i libri dello storico Alberto Rosselli, uno fra i più fecondi scrittori militanti nella censurata cultura della Destra refrattaria al conformismo. Grazie alla sua elegante prosa e alla sua innata passione per le ricerche d’archivio, Rosselli propone storie poco note, ma sempre avvincenti. In questo libro – scritto a quattro mani con il preparatissimo, seppur ancora giovane, storico militare svizzero Gabriele Faggioni – la sua tranquilla padronanza della parola scritta riesce nella difficile impresa di insinuare la pietà e la nostalgia nel puntuale racconto della sfortunata partecipazione italiana alla Seconda Guerra Mondiale. Il narratore, prese le dovute distanze dagli squillanti e fastidiosi cantori dell’Italia destata da Goffredo Mameli e riscattata da Pietro Badoglio, evoca la struggente tragedia di una nazione divisa tra eroici soldati e comandanti felloni. Nell’obiettiva ricostruzione delle operazioni aeronavali compiute nel Mar Ligure tra il 1940 e il 1945 – il saggio appena pubblicato dalla Casa editrice Ligurpress in Genova (per le ordinazioni telefonare allo 010/8605005) Faggioni e Rosselli prendono per mano il lettore e narrando i fatti lo trasportano nella desolante sfera del dualismo ammiragli in poltrona – marinai e aviatori al posto di combattimento. La Marina da guerra italiana non era inferiore a quella inglese. Nel dicembre del 1941, quando i ‘siluri a lenta corsa (i famosi maiali) del sommergibile Sciré violarono la base di Alessandra ed affondarono le corazzate Valiant e Queen Elizabeth, la flotta italiana prese, seppure per breve tempo, il sopravvento su quella inglese in area mediterranea. Purtroppo gli ammiragli italiani non seppero o non vollero sfruttare questa fase favorevole. L’insipienza e la viltà degli ammiragli in poltrona rese vano l’eroismo del comandante Junio Valerio Borghese e degli incursori di Alessandria. L’omissione e la viltà diedero un importante contributo alla sconfitta italiana. Il Mediterraneo ed anche il Tirreno e il Mar Ligure divennero allora il teatro di una lunga e dolorosa serie di sconfitte e sciagure italiane, che Faggioni e Rosselli registrano puntualmente. Se non che, l’ultimo capitolo della tragica guerra venne scritto, e riscattato, la notte sul 17 aprile del 1945 da un marinaio della Decima Mas, il ventenne sottocapo Sergio Denti, in azione nelle acque del Mar Ligure, davanti a Mentone, a bordo di un Mtm 548, costruito nel dicembre del 1944 a Sesto Calende. (le date sono importanti: mostrano che nelle disperate ore del tramonto la Marina Italiana, finalmente separata dagli ammiragli in grembiule, ebbe un sussulto di orgoglio). Al marinaio italiano, che operava in totale solitudine, apparve la sagoma di una nave nemica, “Era il cacciatorpediniere francese Trombe, scrive Rosselli,un’unità da 2500 tonnellate, armata con tre pezzi da 130 millimetri, una mitragliera da 40 millimetri, otto da 20 millimetri e tre tubi lanciasiluri da 550 millimetri. La nave francese era scortata a breve distanza da due corvette alleate. Individuato il bersaglio più grosso il sottocapo Sergio Denti non ebbe più dubbi e messo il motore del suo mezzo al massimo iniziò a puntare l’avversario”. I marinai del Trombe avvistarono il barchino di Denti e lo tempestarono di bordate da 130 mm. e raffiche da 40 e da 20. “In pochi secondi il piccolo e guizzante motoscafo italiano fu bersagliato da una grandine di proiettili, nessuno dei quali riuscì a centrarlo”.  Ma la reazione rabbiosa dei francesi fu inutile. Alle 01 del 17 aprile, l’Mtm di Denti centrò in pieno il cacciatorpediniere apprendo una enorme falla sulla sua fiancata. La nave francese non andò, tuttavia, a fondo venendo poi rimorchiata nel porto di Tolone, dove fu demolita poiché inservibile. L’eroico Denti si era intanto salvato, gettandosi in mare sullo zatterino di gomma, venendo in seguito  raccolto e fatto prigioniero dalla nave francese Dogue.Questo e molti altri incredibili episodi racchiusi nel libro di Faggioni e Rosselli, inducono chi scrive a consigliarlo caldamente a tutti gli appassionati di storia, e soprattutto di verità.

Piero Vassallo

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